sabato 3 giugno 2017

Recensione "Absence: il gioco dei quattro" di Chiara Panzuti.

Buonasera lettori,

Sono tornata oggi con una nuova recensione.


Editore: Fazi Editore 
Collana: Lain Ya
Prezzo: Eur 12.75
Sinossi: Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri.
Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? 
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso e apparentemente folle, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13′07″S 78°30′35″W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.
Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono.
Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci?
Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità?
Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. 
Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

Recensione:
Faith, Jared, Christabel e Scott sono i protagonisti di questo romanzo.
La voce narrante è Faith, una ragazza di sedici anni appena trasferitasi a Londra insieme alla madre.
I quattro ragazzi sono accomunati da qualcosa: all’improvviso diventano invisibili e vengono dimenticati dalle persone a loro care ritrovandosi a dover partecipare ad un “gioco” del quale non conoscono neanche le regole.
Sono tre i gruppi che devono giocare, in competizione tra loro, seguendo gli indizi scelti da un individuo misterioso che si fa chiamare “Illusionista” di cui non si sa nulla e che si serve di “un uomo vestito di nero” per lasciare gli indizi ai tre gruppi.
L’invisibilità non appare così piacevole come alternativa tenendo in considerazione i pericoli e le conseguenze a cui si va incontro. Il tema dell’invisibilità non viene tenuto in considerazione soltanto ai fini del gioco a cui i ragazzi sono obbligati, ma vuole evidenziare un tema sociale importante, tramite l’invisibilità la protagonista capisce che siamo coinvolti in un “mondo” che non osserviamo più, che dimentichiamo di scoprire, trattiamo ogni persona che incontriamo nel nostro cammino come un oggetto da superare. Siamo schiavi dei social network, di una routine quotidiana che ci infonde sicurezza, di una serie di azioni che ripetiamo come degli automi e solo tramite questi riusciamo ad esistere, ci sentiamo visibili, così facendo ci sentiamo parte del mondo senza chiederci effettivamente cosa rimane davvero di noi nel mondo? E’ cosi semplice essere dimenticati? Questi sono i dubbi che tormentano la protagonista che nel corso della storia subisce il cambiamento maggiore tra i quattro.
I personaggi sono ben caratterizzati, sono cosi “umani” ed è un piacere leggere anche delle loro debolezze. E’ bello incontrare dei protagonisti che non si sentono sempre pronti ad affrontare tutto ma che provino paura; questo viene percepito anche dal lettore grazie alle sapienti doti descrittive di Chiara Panzuti.
Non voglio svelarvi altro perché il libro merita di essere letto, per anticiparvi qualche altro elemento sulla trama vi lascio la filastrocca che la protagonista ripete spesso nel libro e che sembra anticiparci qualcosa:
“Nell’erba alta c’è un nascondiglio.
Un buco nero nero, come la pece.
E’ in quel buco tu ti nascondi.
Protetta dall’era, il mondo non ti vede.
Il mondo ti ha perso,
il mondo non ti vede…”
Il mio voto è 5/5, uno dei migliori libri che ho letto nel 2017.

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Buonasera lettori, Sono tornata oggi con una nuova recensione. Editore: Fazi Editore  Collana: Lain Ya Prezzo: Eur 12.75 ...